LO STORPIO (2007) / CONTRATTO PER VENDETTA (2008) di Stefano Simone
La sensibilità verso le particelle impazzite di una realtà in frantumi, il senso – quasi musicale - nel narrare l’insostenibile avanzare del pathos, ma soprattutto l’intenzione di non ricorrere mai ad una tediante poesia autoreferenziale. Una rigorosa dichiarazione d’intenti palesata fin dai primi lavori: L’uomo dal vestito nero (2007) ed Istinto omicida (2006) rifiutano con determinazione la strada facile dell’intimismo, azzardano contaminazioni noir nel quotidiano monocorde della provincia italiana, esplicitano i preziosi riferimenti cinematografici del giovane autore pugliese (Di Leo, Fulci, Argento e Bava su tutti).Se tuttavia si può rimproverare alle prime opere una comprensibile ingenuità di scrittura ed una svogliata direzione attoriale, i successivi mediometraggi Lo Storpio e Contratto per vendetta segnano definitivamente la maturità stilistica di Simone. Una messa in scena lucida e curata (con un interessante uso del digitale) in cui si nega il peso della storia stessa a favore dei suoi protagonisti, con i loro gesti ed i loro pensieri, vero motore emozionale di eventi dal gusto metropolitano, azzeccato crocevia di conflitti, paure, vendette e nuove alleanze.
Il cinismo dei dialoghi attinge con abilità al miglior poliziesco noir degli anni ’70, senza perdere tuttavia di mente l’horror del medesimo periodo, la cui cruda visionarietà è ben reinterpretata nella costruzione degli omicidi.
Senza ipocrisia siamo accompagnati dal regista attraverso un mondo ipermaterialista, dove ad inquietanti silenzi si alternano naturalmente suadenti musiche ipnotiche, mitigatrici della violenza pronta ad esplodere dietro ogni angolo.
Montaggio funzionale e maniacale cura dei personaggi fanno di Stefano Simone un regista con ottime prospettive cinematografiche, dallo stile preciso ed aggressivo, in totale e coerente continuità con il glorioso cinema di genere per il quale eravamo universalmente celebrati.
Montaggio funzionale e maniacale cura dei personaggi fanno di Stefano Simone un regista con ottime prospettive cinematografiche, dallo stile preciso ed aggressivo, in totale e coerente continuità con il glorioso cinema di genere per il quale eravamo universalmente celebrati.
Impegnamoci seriamente a non costringere questi autori a varcare l’oceano, facendo la gioia dei tanti comici-improvvisati registi, o ancora peggio dei rappresentanti del nuovo cinema giovanilista.
Categorie:Azione, Poliziesco





















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